Il valzer dei numeri, ovvero un punto di vista differente

Confronto tra i voti ottenuti alle politiche del 2008 e quelli ottenuti alle europee 2009

Confronto tra i voti ottenuti alle politiche del 2008 e quelli ottenuti alle europee 2009

Ciao a tutti, dopo il voto è partito il valzer dei numeri e delle analisi del voto. Oggi ho deciso di ballare anche io. Prima di cominciare, premetto che trovo sbagliato analizzare il voto in base alle percentuali, poiché in questo modo non si riesce davvero a comprendere quali sia stato il giudizio degli elettori nei confronti di governo ed opposizione su questo primo anno della XVI legislatura. Per questo, ho scelto di vedere il tutto da un differente punto di vista, prendendo in considerazione i voti effettivamente espressi ieri rispetto a quelli delle Politiche del 2008.
Prendiamo i titoli di alcuni quotidiani online e poi ragioniamoci sopra.

Repubblica.it: “Europee, Bossi si gode il trionfo. Franceschini: Il Pd funziona – Il Senatur commenta il successo del Carroccio: Sono soddisfatto. Quagliarello: Risultato sotto le attese. Bonaiuti: Tutto bene, colpa del non voto”.

LaStampa.it: “Elezioni europee: stop a Berlusconi. Il Pd non crolla, boom di Lega e Idv”.

IlSole24Ore.com: “Europee, stop al Pdl, in calo Pd. Balzo di Lega e Idv. La Russa: vittoria nonostante le calunnie”

IlGiornale.it: “Tiene il Pdl, perde il Pd. Boom di Lega e Idv. Il Pdl si conferma primo partito in Italia con il 35,25%, ma indietreggia rispetto alle politiche. La Lega vola al 10,2%. Battuta d’arresto per il Pd (26,13%). Bene l’Idv: 8%. Udc al 6,51%”.

Libero-news.it: “Europee: Pdl tiene al 35, sinistra a terra. E la Lega spacca e raddoppia: 10%”.

Differenza tra i voti ottenuti alle politiche 2008 e alle europee 2009

Differenza tra i voti ottenuti alle politiche 2008 e alle europee 2009

Cominciamo col dire che scrivere “il PDL tiene” o “il PD non crolla” non corrisponde propriamente alla realtà. Il grafico in alto rappresenta il confronto tra i voti che i sei principali partiti presero nel 2008 e quelli che, facendo le opportune somme tra partiti per effettuare un confronto più giusto, hanno preso in questa tornata elettorale. Salta subito all’occhio la flessione che hanno subito i due partiti principale, ma su questo ancor più esauriente è il grafico al lato. Esso rappresenta la differenza tra le due tornate elettorali: il PDL ha perso oltre 3,1 milioni di voti, mentre il PD addirittura più di 3,6. Come titola repubblica.it, per Bonaiuti la colpa è del non voto. Sì, ma il non voto non è una causa, bensì un effetto. Se la gente non è andata a votare, un motivo ci sarà.
Non è vero neanche che la Lega abbia sfondato. Confrontando i due risultati si nota che ha sì guadagnato consensi, ma poco più di 100 mila, ovvero si può considerare agli stessi livelli di un anno fa, nonostante le percentuali dicano che siano passati dall’8,3% al 10,2%. Stesso dicasi per l’UDC, che per le percentuali avrebbe guadagnato 1 punto, mentre ha perso intorno ai 100 mila voti. Discorso differente invece per quel che riguarda l’Italia dei Valori. I suo elettori sono aumentati di oltre 800 mila unità, merito di una opposizione… punto, merito dell’opposizione. Infatti, a differenza del PDL che ha subito pesantemente l’astensionismo, il PD ha perso tutti quei consensi proprio per la sua incapacità di fare opposizione. Lo testimoniano appunto i voti guadagnati, come detto, dall’IDV e della sinistra radicale, la quale ha messo in scena l’ennesimo suicidio politico. Infatti ha deciso di presentarsi divisa in due liste che, se fossero state insieme come alle politiche, non solo avrebbero avuto rappresentati a Strasburgo, ma avrebbe di fatto eguagliato il risultato dell’UDC diventando il quinto partito. Da buoni masochisti quali sono, anche questa volta non hanno resistito alla tentazione di autoescludersi dal panorama politico, questa volta europeo.

Per concludere, queste elezioni sono state ricche di spunti positivi. Innanzitutto l’Imperatore Pletorico da Arcore ha visto con i propri occhi che non solo non ha ottenuto quel plebiscito che prevedeva un po’ di tempo fa, si parlava di oltre il 40%, ma ha addirittura perso parecchi consensi, con oltre 3 milioni di elettori che hanno aperto gli occhi. Ed è positivo anche il fatto che l’IDV abbia ricevuto tutti questi consensi a scapito del PD che si spera abbia imparato la lezione. Non ci credo molto dato che per loro perdere più di 3 milioni e mezzo di voti (quasi 5 se sottraiamo i Radicali) è un “non-crollo”. Queste elezioni mi fanno guardare al futuro con ottimismo.
Sapete che vi dico? Quasi quasi espatrio… e torno tra qualche anno.

Nota: tutti i dati sono riferiti alla somma tra i voti espressi in Italia e dagli italiani all’estero e disponibili e verificabili su http://www.interno.it/

~ di Angelo Sportelli su 8 giugno 2009.

2 Risposte to “Il valzer dei numeri, ovvero un punto di vista differente”

  1. Mi trovo d’accordo quasi su tutto; se leggi infatti quello ho scritto sul mio blog, sosteniamo per molti versi la stessa cosa! Un solo appunto: tu dici
    “per Bonaiuti la colpa è del non voto. Sì, ma il non voto non è una causa, bensì un effetto. Se la gente non è andata a votare, un motivo ci sarà”
    Ok; in parte è vero; ma se analizzi la serie storica dell’affluenza al voto negli ultimi 20 anni ( piu’ in la non si può perchè le europee esistono dal 79) scopri che vi è sempre stato uno scarto tra affluenza alle politiche, ed affluenza alle europee; è vero che questo scarto è andato aumentando in maniera significativa nell’ultimo decennio (nell’84, lo scarto tra le 2 è di appena 6 punti percentuali; nell’89 siamo già a 8 punti percentuali; nel ’94 siamo a 13 punti percentuali; lo scarto si riduce un po’ negli anni successivi, per ritornare di nuovo a 13 punti in queste elezioni). Ma oltre a questo, nell’ultimo ventennio, anche l’affluenza alle politiche è andata diminuendo. Il che spiega 1) le europee sono nettamente meno sentite rispetto alle politiche 2) la disaffezione nei confronti della politica e nei confronti dei politici è andata aumentando, facendo sentire i suoi effetti piu’ sulle europee rispetto alle politiche.
    La disaffezione, come ben sai, è piu’ sviluppata nell’elettore medio del centrodestra, che quindi ha pagato di piu’ lo scotto dell’astensionismo; ma io non interpreterei affatto l’astensionismo a destra come un segnale di disaffezione nei confronti del proprio schieramento (o, volendo dirla tutta, nei confronti del berlusca); semplicemente gliene importa di meno, e quindi non è andato a votare; ma ho il sospetto che, fossero state elezioni politiche, il Berlusca avrebbe raggiunto tranquillamente il 40%.
    Saluti

    • Vero quello che dici Gabriele, ma non e’ cosi’ semplice. Le elezioni europee sono dai intendersi come un referendum. Spiego. Il premier le ha impostate come un “siete con me o contro di me?”. Vedi le dichiarazioni, mi pare la settimana prima, in cui diceva che avrebbe preso oltre il 40%. Cosi’ non e’ stato, anzi alla fine ha preso oltre 3 milioni di voti in meno. Ad ogni modo, 40% o no, era, e’ e rimarra’ a lungo il proprietario di questo Paese e questo e’ quanto. Come puoi ben vedere, l’ottimismo di quando ho scritto il post e’ completamente andato via.

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